Donne sempre meno legate agli stereotipi dell’Epifania e sempre più protagoniste dello sviluppo. Un’impresa su cinque in Lombardia oggi è rosa: sono, infatti, circa centosessantacinquemila le imprese femminili attive al secondo trimestre 2006, su un totale lombardo di oltre ottocentomila, in crescita del 2,5% in un anno.
Le imprese femminili lombarde si concentrano soprattutto a Milano (68.463 imprese, 41,6% del totale lombardo, 5,6% del totale nazionale) e Brescia (22.029, 13,4% lombardo, 1,8% italiano) e si dedicano prevalentemente al commercio (circa 47.000 imprese, 28,5%) o alle attività manifatturiere (22.279, 13,5%). Rispetto alla totalità delle imprese, sono specializzate nei servizi pubblici e sociali, di cui costituiscono il 51% delle imprese attive nel settore, sanità (36,4%), accoglienza e ristorazione (31,4%). Tra le province, la crescita maggiore in un anno si registra a Milano (3,3%), Bergamo (2,9%) e Varese (2,3%).
La provincia dove però l’incidenza delle imprese femminili sul territorio è più forte è Sondrio con il 26,3%. Seguono Pavia (22,6%) e Varese (21,4%). Le rappresentanti del gentil sesso detengono, inoltre, in Lombardia una carica sociale su quattro (su un milione e mezzo di cariche complessive, 355.454 tra titolari, socie e amministratrici). Tra queste le amministratrici delegate sono 436, il 19% di tutti gli amministratori delegati in Lombardia. A Mantova la maggiore concentrazione di donne rispetto al totale provinciale degli amministratori delegati (27,3%). In termini assoluti, invece, Milano è prima con 195 amministratori delegati donna, seguita da Varese (121). Emerge da una elaborazione Camera di Commercio di Milano su dati del Registro imprese al secondo trimestre 2006.
“Le donne – ha commentato Gianna Martinengo, presidente del Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Milano - sono sempre più attive e protagoniste sul mercato del lavoro specie grazie alle loro qualità, ma c'è ancora molto da fare per promuovere la presenza femminile. A partire dal lavoro autonomo e dalle imprese che giocano un ruolo importante. Nella crescita della competitività bisogna premiare il capitale umano, l’istruzione e il lavoro della conoscenza, elementi presenti e diffusi nell’universo in rosa”.
(Fonte: http://www.cameradicommercio.it/news/default.asp?id=21466)