Oltre 1,2 milioni di donne fanno impresa in Italia. E lo fanno in competizione con gli uomini, applicandosi in settori tradizionalmente “con la cravatta”: costruzioni (+8,0%), intermediazione monetaria e finanziaria (+4,4%), servizi alle imprese (5,6%).
Nel 2006, le imprese “rosa” sono salite a quota 1.234.919 (15.807 in più del 2005), crescendo a un ritmo più incalzante del totale delle imprese (+1,30% la variazione percentuale 2006-2005 contro il +0,78% del totale). Con questa dinamica, il popolo delle donne rosicchia ancora qualcosa all’universo imprenditoriale, portando la propria incidenza sul totale dal 23,82% del 2005 al 23,94% del 2006.
Manager in gonnella a tutti i costi oppure nuove professionalità che trovano spazio nel mondo del lavoro?
La lettura dei dati dell’Osservatorio dell’Imprenditoria femminile 2006 di Unioncamere-Infocamere, realizzato da Retecamere, confermerebbe la seconda ipotesi: le imprese femminili tendono a nascere più strutturate, almeno sotto il profilo giuridico, visto che ad aumentare percentualmente di più sono le società di capitali (+13,4%).
Importante per la crescita anche l’apporto delle imprenditrici extracomunitarie: +12,7% la variazione percentuale delle imprese individuali guidate da donne straniere, con le imprenditrici cinesi che da sole sfiorano quota 10.000.
Fonte: Unioncamere http://www.unioncamere.it/
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