AccentiRosa



AccentiRosa: dall'ecografia al Webbit

Inserito da Daniela DellAquila il Mar, 13/12/2005 - 10:47

Quante volte hai sperato che fosse femmina? La prima homepage con l'ecografia
Noi 10 ci siamo conosciute tutte on line, sulla mailing list di dol's (che non è un luogo fisico, tangibile, ma uno spazio virtuale - per chi lo conosce - assolutamente concreto); noi, donne-on-line anche se nella vita ci occupiamo di marketing tradizionale, strategia aziendale o editoria cartacea. Quello che ci accomuna è l'usare la Rete per passione prima che per professione, ma anche la consapevolezza che essere donne e lavorare in un mondo a tutt'oggi organizzato secondo logiche maschili è una dura battaglia. Una battaglia che non ci scoraggia, ma che ci porta a unire le forze per farci valere. Perché anche di questo siamo consapevoli: del nostro valore e della nostra professionalità. Ed è per questo che abbiamo pensato di creare l'associazione AccentiRosa.

L'idea di creare una rete di donne operanti nel campo della comunicazione circolava da tempo nella lista di dol's, ma si è concretizzata una sera a casa mia, mentre con una piccola rappresentanza milanese si festeggiava il secondo compleanno di Immaginaria (è il mio sito, noi donne-on-line festeggiamo anche i compleanni delle nostre creature internettiane, ma in realtà era solo una scusa per vedersi e chiacchierare vis-à-vis, una volta tanto!).
Fra una tartina, un tarallino e un bicchierino nacque l'idea dell'associazione.
La notte stessa, forse in preda ai fumi dell'alcol :-), ci scambiammo subito per e-mail le nostre proposte per il nome o l'acronimo. Così è stata concepita la signorina Rosa Accenti: la sua ecografia è stata l'icona della nostra prima homepage.

Per mesi ci siamo scambiate decine e decine di messaggi al giorno, un brainstorming continuo di idee, problemi, dubbi, bozze statutarie, proposte di loghi, di grafica per il sito, per le tessere, per il volantino. Fra crisi d'identità, alterchi e riappacificazioni, pianificazioni strategiche e blocchi del server di posta, siamo alla fine riuscite ad arrivare alla presentazione ufficiale, a Padova, per il Webbit.
Alcune di noi c'erano già state gli scorsi anni, altre ci andavano per la prima volta.
In ogni caso, si trattava di preparare un seminario, di 50 minuti, in cui avremmo parlato in 10 (media = 5 minuti a testa: ma sono pochi o tanti 5 minuti se devi parlare in pubblico?), su un tema comune (La comunicazione è femmina? AccentiRosa risponde 10 volte sì), pur provenendo da ambiti lavorativi ed esperienze diverse. Non una cosa facilissima, tenendo conto anche che ognuna continuava a fare la propria vita, fra casa, lavoro, figli, mariti, fidanzati, cani e gatti vari.:-)

Nelle nostre mailbox era tutto un brulicare di messaggi con "parli prima tu, poi mi inserisco io… ma Tizia di che parla? E quando?". E poi c'era da preparare il power point, uno solo per tutte (ovviamente). E ancora messaggi incrociati, titoli di intervento da modificare, testi da correggere, foto da cercare… L'ultima versione del power point, quella che poi abbiamo usato, è stata terminata all'una di venerdì notte dalla sottoscritta, che la mattina dopo si sarebbe svegliata all'alba (beh, le 6,30 per me è quasi notte, non so per voi!) per prendere un treno che l'avrebbe portata a Padova; power point terminato, spedito per posta elettronica alle socie che erano già a Padova dal venerdì con i loro bei portatili, poi fatta una copia su dischetto e infine uploadata una terza copia su server (perché la prudenza non è mai troppa!).

Come dio volle, con cinque ore di sonno e due e mezza di treno, sabato mattina ero a Padova.
Alcune di noi si erano già viste vis-à-vis, con altre le presentazioni ufficiali sono avvenute proprio lì. Succede sempre così con le persone conosciute in Rete: alla domanda secca "e tu chi sei?" seguono risposta, urletti di gioia e abbraccio. Più che un "conoscersi" è un "riconoscersi".
Il power point era arrivato integro per posta elettronica ed era già sul portatile destinato a proiettare le diapositive; fra un abbraccio e un urletto abbiamo preso gli ultimi accordi per il seminario, ci siamo infilate le magliette d'ordinanza e, come un piccolo esercito, siamo andate nell'area destinataci. Parlare in pubblico: per molte di noi era la prima volta, ed eravamo piuttosto tese. Io, poi, avevo avuto modo di pensare al mio intervento solo in treno (!!). All'inizio la gente seduta era poca, ma poi è aumentata; la gente si fermava forse incuriosita da quelle 10 donne schierate dietro un minuscolo tavolino e però restava ad ascoltarci. Man mano che parlavamo la tensione si è sciolta, come per magia, e le parole fluivano con naturalezza. Sapevamo talmente bene di cosa parlavamo, eravamo così preparate che non avremmo dovuto proprio preoccuparci. Ma si sa, noi donne, in queste cose, per sentirci "all'altezza della situazione" studiamo (e sudiamo) il triplo del necessario. Sarà per questo che siamo più brave? :-)